09/11/2004 - Il Centro Cuccioli soppressi Partita l'indagine della Asl Giammaria: "Se qualcuno ha sbagliato pagherà" L'Aquila. L'indagine è già partita. La Commissione d'inchiesta, istituita dalla Asl sul "caso" dell'abbattimento di sei cuccioli di cane da parte del Dipartimento di veterinaria, ha ascoltato ieri una serie di testimoni per valutare se, e in che termini, può essere ravvisata un'infrazione alla normativa vigente. Il "verdetto" arriverà a giorni. "Se qualcuno ha sbagliato, pagherà", dicono alla Asl. "Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso", afferma Umberto Giammaria, direttore sanitario e presidente della Commissione, "per accertare le responsabilità di quanto accaduto. Un fatto grave, che l'azienda sanitaria non può ignorare. Ne va dell'immagine della Asl". Verranno ascoltati i testimoni, il padrone dei cuccioli dei sei cuccioli, "per capire chi ha chiamato il Dipartimento di veterinaria e richiesto l'intervento sul posto", i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che ha presentato l'esposto alla procura. La Commissione, formata da un legale, un amministrativo e una veterinario, effettuerà anche una perizia sui sei cagnolini soppressi. "Ogni operazione che riguarda la Asl, deve essere trasparente", prosegue Giammaria, "se verranno riscontrate responsabilità certe del dirigente del Dipartimento di veterinaria, Pierluigi Imperiale, valuteremo la possibilità di rimuoverlo dall'incarico. Agiremo in maniera perentoria, senza esitazioni". Una "linea dura" voluta dal manager della Asl, Mario Mazzocco, per la risonanza che l'episodio ha avuto a livello nazionale. Anche la trasmissione "Le Iene", in onda su Italia 1, si è occupata del caso, inviando una troupe a L'Aquila. "Chi ha sbagliato dovrà assumersi la responsabilità", afferma Giammaria. Intanto, Rifondazione Comunista si augura "che la magistratura faccia piena luce su un crimine che va perseguito penalmente". Rifondazione sollecita "la realizzazione di altri canili comunali, per ospitare cani randagi o rifiutati dai padroni. Il rispetto degli animali è fondamentale". (m.p.) Gli animalisti: nessuno dimentica il problema randagi L'Aquila. Le sezioni aquilane di LeAL, Enpa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane, replicano al dottor Aristide Montesanti, veterinario di Paganica, che aveva dichiarato "io sto con Imperiale", condividendo la soppressione dei cuccioli e richiamando a una maggiore attenzione nei confronti del randagismo e dei pericoli che il fenomeno rappresenta per le persone. "Le dichiarazioni del dottor Montesanti", affermano gli animalisti, "potrebbero suscitare l'interesse dell'autorità giudiziaria, poichè possono apparire come l'apologia di una condotta, la soppressione immotivata dei cani, censurabile penalmente. Lo strumento per risolvere il randagismo, non è certo l'uccisione indiscriminata degli animali: questo, per fortuna", affermano gli animalisti, "lo dice la legge (se non bastassero l'etica e la deontologia). Nessuno, come afferma invece Montesanti, ha dimenticato il randagismo (specie i volontari), ma questo problema non è causato dai cani, che non si abbandonano da soli, ma dall'uomo e a pagarne le spese non devono essere gli animali. La soppressione è vietata dalla legge".