06/11/04 - Il Tempo Abruzzo

Blitz delle Iene ma il «killer» dei cuccioli non c'è
L'esecuzione dei sei cagnolini che ha provocato sdegno arriva in Tv. 
Interviene anche Ruggeri 

L'Aquila - Lo sdegno e la vergogna di una città intera, per l'incivile 
esecuzione dei sei cuccioli che hanno fatto del veterinario Asl il barbaro e 
illegale esecutore di morte, è arrivato fin su a Milano, da dove "Le Iene", 
come è costume della loro redazione di Mediaset, hanno inviato nella nostra 
città il bravo Luigi Palazza per il blitz del caso. Prima irruzione alla Asl 
veterinaria a Collemaggio: il dirigente veterinario non si è fatto trovare. 
Ma il buon Luigi non si ferma. Altra irruzione, questa volta nella stanza 
del direttore del Dipartimento di prevenzione Malattie respiratorie, al 
quale appartiene la Asl veterinaria. Incontro con Vincenzo Colorizio, che è 
pneumologo, e che non ha potuto far altro che esprimere il suo sdegno per 
quanto capitato non tralasciando di dire che la Asl veterinaria sta facendo 
molto per i cani (esecuzione dei cuccioli a parte), con l'anagrafe canina, 
con la creazione di spazi per lo sgambamento. Ma sul fatto specifico 
silenzio dignitoso che è sembrato avere la forza di urlo di rabbia per 
quanto capitato. E ancora un'incursione nella sede della Asl, Mazzocco è in 
viaggio e per telefono risponde che il fatto lo ha scosso e non poco e che è 
stata già nominata una commissione disciplinare che procederà secondo legge. 
L'ultima visita è al sindaco, ma Tempesta è appena andato via. Risponde la 
sua segretaria che mette un carico da novanta sul veterinario Asl per 
quell'atto criminoso, incivile, da terzo mondo. Sull'"esecuzione" 
ingiustificata e ingiustificabile dei sei cagnolini interviene anche l'ex 
assessore Corrado Ruggeri che tanto ha fatto per la protezione dei cuccioli 
e per una migliore organizzazione del problema "randagismo" sensibilizzando 
tutta l'Amministrazione a mettere in bilancio una notevole somma per dare 
una casa ai cani, per promuovere le adozioni, per dare un tocco di civiltà 
in più in un momento in cui la situazione trovava ostacoli enormi e 
posizioni diverse. Ora «al di là dell'orrore causato dal gesto esecrabile - 
scrive Ruggeri - la recente soppressione dei cuccioli operata dal servizio 
veterinario della Asl pone una serie di preoccupanti interrogativi». Nel 
sottolineare che il Comune si è caricato di spese non indifferenti per dare 
soluzione al problema «nel rispetto delle leggi, delle norme e delle più 
elementari regole morali, si è impegnato per ottenere dei risultati in 
questo campo». Dopo aver detto che il dirigente del servizio veterinario si 
è assunto la responsabilità del caso «gli amministrori civici dovrebbero 
avere, come interfaccia, una persona che ha chiaramente violato quantomento 
un regolamento comunale». Appare chiaro il paradosso. «Premesso - continua 
che sono convinto che l'accaduto sia anche una violazione della legge (ma 
sarà la magistratura ad accertarlo), è certo che comunque sia stata condotta 
un'operazione in dispregio di una normativa comunale. Dunque, il Comune 
dell'Aquila e i Comuni del comprensorio Asl dovrebbero avere in questa 
persona l'interlocutore in tale ambito? Chi compie atti del genere senza 
tenere in minimo conto le normative è da considerare affidabile? E allora 
subito un altro interlocutore?». Ed è quanto richiede alla Asl l'ex 
assessore anche per evitare che «vicende spregevoli come queste abbiano a 
ripetersi».