AGI 04/12/2008

TRAFFICO ANIMALI: CHIUSO CANILE LAGER NEL VARESOTTO, 4 DENUNCE

(AGI) - Varese, 4 dic. - Maltrattamento di animali, esercizio abusivo della
professione di medico veterinario, truffa e frode in commercio, falsita' in
certificati sanitari e d'iscrizione all'anagrafe canina, importazione illegale
di animali. E' la mole di accuse contestate dal Nas dei carabinieri di Milano a
due coniugi che a Gornate Olona (Varese) gestivano un canile-lager ora sotto
sequestro. Il blitz e' scattato sulla scorta di una segnalazione anonima. Oltre
a marito e moglie, denunciati alla Procura di Varese, nei guai sono finiti anche
due veterinari, liberi professionisti residenti nel Varesotto che avrebbero
fornito illecitamente farmaci ai gestori del canile. All'arrivo dei militari,
cosi' riferisce il Capitano Paolo Belgi, e' stata trovata una situazione di
assoluta carenza igienica e sanitaria in una struttura dove gli animali erano,
in molti casi, in condizioni di grave debilitazione.
  Complessivamente nell'allevamento, privo delle necessarie autorizzazioni vi
erano quasi 150 cani di varie razze ed eta'.
  Dalla verifica dei documenti sequestrati, i carabinieri avrebbero accertato
che la coppia, in concorso con due veterinari, avrebbero costituito un sodalizio
criminoso finalizzato all'importazione illegale dei cuccioli da Ungheria e
Slovenia. Animali che venivano poi rivenduti sul 'mercato nero' o spacciati per
cuccioli nati nel loro allevamento. Il prezzo era superiore di almeno 10 volte
quello che pagavano nei Paesi di provenienza. Stando agli accertamenti dei Nas,
per far sparire le tracce delle operazioni illecite avrebbe anche asportato i
microchip esterni praticando un'incisione chirurgica nella regione sternale nei
cuccioli di poche settimane o di qualche mese di vita. Gia' nelle scorse
settimane i Nas avevano compiuto un primo sopralluogo per poi tornare l'otto
novembre scorso e trovare altri 37 cuccioli in condizioni pietose. Scattato un
nuovo sequestro, gli animali sono stati messi sotto vincolo sanitario a carico
dell'Asl di Varese e, su disposizione della Procura varesina sono destinati ad
una struttura idonea nel Parmense.