<html>
<head>
</head>
<body>
<pre>
Il Cittadino Lodigiano 07/02/2009
Blitz nel canile di Santa Brera: i loro passaporti sarebbero falsi
Il canile della cascina Santa Brera è finito nuovamente nei guai. Nei giorni
scorsi infatti il corpo forestale dello Stato di Milano e Brescia, con il nucleo
investigativo ambientale, ha sequestrato più di cento cuccioli importati
dall’Ungheria. Il sospetto è che i passaporti degli animali, necessari per
portarli in Italia, siano stati falsificati nelle parti relative ai proprietari,
alla data di nascita e alle vaccinazioni.Il blitz nel canile è scattato
mercoledì sera ed è stato ripreso dalle telecamere di “Striscia la Notizia”, che
ha mandato in onda il servizio nella puntata di giovedì. In tv è stato mostrato
uno Yorkshire agonizzante gettato in un frigorifero e altri due cuccioli di
Cocker Spaniel, uno grande il doppio dell’altro, che risultavano nati la stessa
data. «Quel cane era morto, lo avevamo messo in un freezer spento con una
coperta. Non lo avrei mai gettato se fosse stato ancora vivo - si difende
Giuseppe Baroni, titolare del canile -. Quanto alle taglie differenti, è del
tutto normale che nella stessa cucciolata un animale sia grande anche il doppio
di un’altro, e questo vale per tutte le razze».I cani sequestrati, di razze
diverse, sono centodieci, mentre due sono morti dopo il viaggio. Hanno un’etÃ
compresa fra i 40 e i 50 giorni. «Sul passaporto sono riportate le visite e le
vaccinazioni a cui sono stati sottoposti, ma le date sono incompatibili con la
reale età degli animali - spiegano dal corpo forestale di Milano -. Stiamo
attendendo la convalida del sequestro dalla procura, a cui abbiamo chiesto di
sottoporre gli animali agli esami necessari per verificare l’effettiva
vaccinazione».Gli animali in ogni caso erano diretti a una società esterna al
canile, che ha affittato un capannone a Santa Brera. Ora sono stati affidati
proprio a Baroni che li ha in custodia. «Ogni volta che arriva un carico di cani
dall’Ungheria viene avvertita l’Uvac, l’ente competente, che dà il permesso per
l’importazione - aggiunge Baroni -. Poi, una volta arrivati a destinazione,
vengono controllati a campione dall’Asl prima di poter essere venduti. Abbiamo
controlli tutte le settimane e non è mai stato trovato niente di irregolare.
Mercoledì invece sono venuti, su segnalazione di un veterinario, senza
contattare l’Asl».Ora il responsabile del canile si è rivolto agli avvocati e
aspetta gli sviluppi di questa vicenda. Parla di un “accanimento” nei suoi
confronti, anche pensando al precedente blitz delle forze dell’ordine che lo
aveva coinvolto, avvenuto solo pochi mesi fa. Ad ottobre infatti i carabinieri
del Nas di Milano sequestrarono 134 cuccioli, più o meno per lo stesso motivo.Le
accuse ipotizzate dal corpo forestale ora sono di falsificazione di
documentazione, frode in commercio e maltrattamento di animali.Davide Cagnola
</pre>
</body>
</html>