Il Gazzettino
Truffa e maltrattamenti nel canile-allevamento
Tutto parte da un'email di una cliente
Friuli Venezia Giulia
Porpetto (UD), 6 Marzo 2004
Il 13 gennaio sul sito ministeriale della polizia è giunta un'e-mail dal Friuli. Una ragazza spiegava di aver acquistato, a pochi mesi l'uno dall'altro, due cuccioli di yorkshire terrier e un white terrier che dopo qualche giorno avevano cominciato a star male. «Il veterinario - raccontava nell'e-mail - ha impostato le cure per il cimurro e la gastroenterite. E sulla base dei denti ha stabilito un'età diversa da quella dichiarata al momento dell'acquisto». La giovane è stata a lungo sentita in Questura, dove ha formalizzato una denuncia per truffa e maltrattamenti, riferendo che probabilmente i cani erano stati acquistati all'estero e mai vaccinati. Anche il veterinario che aveva curato i cuccioli ha confermato le sue dichiarazioni e il 18 febbraio il personale della Divisione Amministravia, dell'Ufficio immigrazione e della Scientifica, su delega del pm Claudia Danelon, hanno perquisito l'allevamento "Il Girasole" di Porpetto con l'ausilio del veterinario Federica Bubini, nominato consulente tecnico.
Ieri i risultati del blitz sono stati illustrati dal dirigente Maurizio Ferrara. Dopo una giornata di controlli, la polizia ha provveduto al sequestro giudiziario e preventivo di alcuni farmaci scaduti destinati all'eutanasia e alle cure degli animali; libretti di identificazione lasciati in bianco, ma riportanti vaccinazioni firmate da un veterinario e non attribuibili a un animale specifico; oppure libretti di cani provenienti dall'estero, in cui le date di nascita sono successive a quelle della vaccinazione (c'è un caso, ad esempio, in cui il cucciolo nato a ottobre risulta vaccinato ad agosto, due mesi prima). È stata sequestrata anche l'infermeria dell'allevamento.
«Le condizioni igienico-sanitarie erano normali - ha detto Ferrara - ma non in cucina, dove in congelatore abbiamo trovato una quarantina di cani morti e qualche topo, tutti congelati tra il tonno e il cibo destinato ai cani. Non abbiamo trovato una relazione sulle circostanze e la data del decesso degli animali». Il controllo si è poi esteso a un ambulatorio veterinario di Latisana e alle abitazioni dei due amministratori dell'allevamento, O.Z. e C.D.P., e di A.A.N., veterinario. Tutti e tre sono stati denunciati per concorso in truffa aggravata e maltrattamento degli animali.
L'allevamento ospita 600 cani, la metà dei quali randagi affidati dai Comuni, l'altra metà è commerciabile. «Sono accuse inverosimili - ha commentato il legale del Girasole, Giorgio Caruso - La struttura ha sempre lavorato con serietà ed è all'avanguardia. Come potrebbe un allevatore maltrattare i cani che vende? Comunque, il 9 marzo avremo udienza al Tribunale del Riesame perchè ho chiesto il dissequestro di quello che, impropriamente, viene definito ambulatorio».
(c.a.)