IL RESTO DEL CARLINO 09/05/2003

La misteriosa strage di cuccioli

REGGIO EMILIA - Quei cuccioli che si arrampicano nei box, di là dalle vetrine dei negozi per animali, sono irresistibili. Sembrano dei peluche, vivi però. E quando un bambino si ferma a osservarli, non vuole più andar via e comincia a tormentare i genitori. «Me ne comprate uno?» Ogni tanto i genitori cedono. Ma può anche succedere che un cucciolo muoia poco dopo l'acquisto. Con gran disperazione del bambino, che vive un'esperienza traumatica; e con gran rabbia e choc dei genitori, danneggiati anche sotto il profilo economico. Dev'essere stata un'esperienza quanto mai amara, per diverse famiglie milanesi, vedersi morire in casa trenta cuccioli acquistati per una consistente cifra in uno tra i negozi per animali più noti della città, a poca distanza dal Duomo.
Sono una trentina le denunce presentate alla Guardia di Finanza. Tra i denuncianti, anche un avvocato milanese, Simona Mosconi. Il suo cucciolo, il terrier Gulli di due mesi, le è morto fra le braccia. L'avvocato ha condotto una sorta d'indagine tra gli acquirenti dei cagnolini mettendo assieme un dossier. I cuccioli sono stati sottoposti ad autopsia. Come causa della morte si sono ipotizzate malattie virali di vario genere: cimurro, gastroenterite. Poi sono scattati due blitz: uno nel negozio di Milano, l'altro nell'allevamento Eurodog di Correggio, provincia di Reggio Emilia, titolare Christian Bellelli. Il controllo è terminato l'altra sera.
Ieri l'allevatore di Correggio, attraverso il legale Enrico Della Capanna, ha precisato che la visita della Guardia di finanza a Correggio è stata effettuata solo «per sommarie informazioni» e che «l'azienda non è assolutamente indagata». «Non sappiamo quanti sono i cuccioli morti - ha spiegato il legale - non sappiamo se siano stati comprati da noi o da altri, non sappiamo di cosa siano morti e in quale arco di tempo. Abbiamo fornito tutta la documentazione, i nostri cani sono nati qua da noi».
Una precisazione, quest'ultima, legata al fatto che vi sono dubbi tra i denuncianti riguardo alla provenienza dall'Est europeo di almeno una parte dei cani. In serata, la stessa Eurodog ha dichiarato:«Non abbiamo niente da nascondere. La nostra attività è in regola, vi sono controlli sanitari da parte della Asl del Comune di Correggio periodicamente».
(Il Resto del Carlino)


Tamponi su cuccioli all'Euro Dog di Bellelli

CORREGGIO ? All'allevamento «Euro Dog» di Budrio di Correggio, la Guardia di Finanza ha chiesto, come sommarie informazioni, notizie di cinque cuccioli, portando come riferimento i numeri di tatuaggio. Ed il titolare, Cristian Bellelli, ha fornito alle Fiamme gialle tutta la documentazione in suo possesso, confermando che si tratta di cani nati nel suo allevamento e, dunque, di provenienza italiana.
Continua l'indagine della Procura di Milano sulla morte di numerosi cuccioli di varie razze, venduti nella città meneghina dal negozio «Stephen's zoo» e provenienti ? almeno in parte ? dall'Euro Dog di Correggio. Una vicenda nata dagli esposti presentati dai numerosi proprietari dei cani, cuccioli ammalatisi e morti nel giro di brevissimo tempo.
Una casualità? Su questo sta indagando il pubblico ministero Gianluca Brahò, mentre non si esclude affatto un intervento dei carabinieri del Nas. «Non sappiamo quanti siano i cuccioli morti e nemmeno se provengano tutti dall'allevamento di Budrio ? spiega l'avvocato Enrico Della Capanna, il legale di Cristian Bellelli ? visto che il negozio milanese risulta rifornirsi anche da altri grossisti. E non sappiamo le cause esatte dei decessi. Una situazione ancora troppo vaga, su cui attendiamo anche noi notizie e chiarimenti». Per ora Bellelli non risulta nemmeno indagato: a lui la Finanza ha solo chiesto informazioni su cinque cuccioli, di cui sono stati forniti i relativi documenti.
«Non c'è assolutamente nessun traffico di animali ammalati che arrivano dall'Est Europeo ? aggiunge l'avv. Della Capanna ? e la provenienza dei cani dell'Euro Dog è indicata con precisione negli atti di ciascun animale. L'Euro Dog commercia anche con l'estero: ma si tratta di importazioni con tutte le autorizzazioni richieste».
A Correggio, la Finanza ed i veterinari avrebbero eseguito anche dei prelievi di campioni, con tampone, su alcuni dei cuccioli, per verificare la possibile presenza di elementi collegabili direttamente al «contagio» causa del decesso dei cagnolini.
di Antonio Lecci