QUOTIDIANO.NET 20/02/2009

IL TRASFERIMENTO DAL CANILE DI SOMMA
Le tigri sfrattate tra ruggiti e pianti
Il tiolare furibondo: "Brutta conclusione"

Flash delle telecamere, ruggiti, urla e anche qualche lacrima. Quaranta uomini
della Forestale per il trasferimento degli otto felini dalla pensione 'Dog’s
Ground' a due centri per animali selvatici

SOMMA LOMBARDO (Varese) - Flash delle telecamere, ruggiti, urla e anche qualche
lacrima. Il trasferimento delle otto tigri dalla pensione per cani e gatti Dog’s
Ground a due centri per animali selvatici si è trasformato in una giornata
campale. Gli agenti del servizio Cites della Forestale a sera erano ancora
impegnati a far entrare i cinque felini più grandi nelle gabbie e a caricarli
sull’automezzo che li avrebbe portati nel centro del Wwf a Semproniano, in
provincia di Grosseto.

Gli uomini della Forestale, una quarantina provenienti da Roma e Milano, sono
arrivati alle 9. Ad attenderli hanno trovato il titolare del canile Lorenzo
Fabris, i suoi legali e le telecamere di «Striscia la Notizia». Le tigri, di
fronte a tanto trambusto, si sono innervosite e hanno cominciato a ruggire come
mai era accaduto prima. Fabris, allora, ha deciso di portare i tre esemplari più
piccoli di peso in una gabbia di ferro con pareti di legno che è stata issata su
un tir che ha fatto rotta verso la struttura di Sasso Marconi. I problemi sono
iniziati quando è venuto il turno dei cinque felini più grandi, sotto sequestro
come i più piccoli per disposizione della procura di Busto Arsizio per presunte
violazioni delle leggi sulla detenzione degli animali.

La prima, dicono Fabris e i suoi avvocati, sarebbe stata costretta a entrare
nella gabbia, lunga due metri e larga uno, con un pungolo. I responsabili della
Forestale, però, respingono l’accusa e sostengono che tutto si è svolto con
regolarità. La tensione si è spenta all’arrivo dei carabinieri, chiamati
dall’infuriato allevatore, e dopo che gli agenti hanno acconsentito a cambiare
metodo per le altre quattro tigri, tre delle quali sono state sedate.

«Una brutta conclusione per una vicenda che mi ha amareggiato - protesta Fabris,
commosso - Se mi avessero dato il permesso avrei spostato io le tigri e tutto
sarebbe finito prima, senza traumi per gli animali». Il caso, comunque, non è
chiuso. I legali di Fabris vogliono rivedere le immagini registrate per prendere
in considerazioni eventuali provvedimenti per denunciare presunti
maltrattamenti.

di Enrico Camanzi